Aspettando la Pasqua

Nuovo Chienti e Potenza 2007.


La scorsa settimana sono dovuto andare a San  Severino per prendere un piccolo cane che una  passante, credendolo abbandonato, aveva  consegnato ai Servizi Sociali. Un cane molto  vecchio, completamente sordo, ma docile e  fiducioso, non deperito: anche se non aveva segni di riconoscimento, ho subito intuito che potesse avere dei padroni, ed ho chiesto che venisse fotografato per mettere volantini nei negozi del quartiere di provenienza. Il giorno dopo una signora mi ha telefonato dichiarandosi sua proprietaria, anzi la sua nuova proprietaria, perché il cane le era stato lasciato da una anziana sola che doveva entrare in casa di accoglienza. Mi sorgono spontanee due considerazioni. Innanzitutto non è sempre ben fatto ritenere abbandonato un cane che gira da solo per strada e precipitarsi per farlo accalappiare; se non avessimo fatto le foto a Santino, così lo avevo chiamato, egli avrebbe trascorso il resto dei suoi giorni in prigione, lontano dal suo ambiente a dai suoi detentori. Molto più grave però, e non mi stancherò mai di ripeterlo anche se lo vado dicendo da anni, è il fatto disumano di non prevedere nelle case di riposo piccoli spazi per chi possiede un cane od un gatto. Tutte le persone sole che vivono con un animale vi diranno che esso è la loro unica fonte di gioia, l’unica compagnia, l’unico affetto, a volte il residuo motivo di vita. Costringerle alla separazione significa compiere una violenza inaudita. E gli amministratori? E gli enti pubblici? Sono spesso pronti a parlare dei bisogni di bambini e di anziani quando si chiede il rispetto della legge per quanto riguarda i cani, ma se ne infischiano altamente di privilegiare questo rapporto, quando esiste, illudendosi che all’anziano sia sufficiente un letto ed un piatto di minestra. E le istituzioni religiose? Mai sentito trattare questo argomento. Giudicano forse disdicevole che un essere umano stabilisca un contatto affettivo così stretto con l’esponente di un’altra specie? Ritengono ridicolo il fatto che, dopo essere stati troppo spesso delusi dai propri simili si preferisca a volte parlare con i nostri animali? Vorrei ricordare che il sodalizio tra uomo e cane si è consolidato cinque volte prima della venuta sulla Terra del figlio di Dio, e soprattutto che per l’uomo si è trattato di un fatto prevalentemente se non esclusivamente strumentale mentre per il cane è stato un supremo atto di fiducia; che il primo ha mantenute intatte le sue peculiarità ed il secondo le ha perse al punto di diventare dipendente, o “malato d’uomo” come dicono gli etologi; che il primo ha tratto solo vantaggi da tale sodalizio, non si può dire esattamente la stessa cosa per il secondo, e non occorre andare in Cina per rabbrividire. E poi, perché rabbrividire? Quando mi dicono esterrefatti: “lo sai che in certi Paesi mangiano i cani e ne fanno pellicce?” io rispondo: “tu porti una pelliccia di un altro animale, e ancora altri ne hai mangiati a pranzo, non dovresti meravigliarti tanto!”. Avete mai tenuto in braccio un agnellino, vivo voglio dire? Avete mai ascoltato i suoi belati disperati subito prima che lo “preparino” per la vostra Pasqua? Che cosa ne pensa il vostro sacerdote? Gli riferite mai, in confessione, di essere la causa di questo genocidio pianificato? La Pasqua non è Pasqua se non c’è l’agnello. È questa la vostra religione? Se sì, ne farei volentieri a meno e per questo non mi sentirei più povero, come diceva lo Zarathustra di Nietzsche. Chi vi autorizza a perpetrare tutta sorta di violenze su tutti gli altri abitanti della Terra, quale passo del Vangelo sancisce questa prepotenza gratuita dovuta solamente ad uno strapotere troppo spesso immeritato, e se mai il passo esistesse, non sarebbe forse ora di metterlo un po’ in discussione? Vi scaldate tanto per due cellule di uomo appena combinate e, nelle pause di questi dibattiti, vi riempite lo stomaco e la pancia (chi sa come mi viene in mente quella di Giuliano Ferrara) con altri esseri che prima avevano una vita altrettanto degna di essere vissuta. Il vostro Creatore dovrebbe amare in egual misura tutte le sue creature, indistintamente, e così dovreste fare anche voi. Invece, se un cane “pericoloso” (leggi: mal educato dal suo proprietario), azzanna un umano, lo si giustizia sul posto; se un criminale violenta tre bambine, lo si fa uscire per decorrenza dei termini perché ne riduca in fin di vita una quarta. San Francesco non era proprio un cretino, come non lo era Pitagora (anche se le sue motivazioni non erano propriamente animaliste), e tanto meno lo era Leonardo da Vinci, e tanti altri ancora. Solo che certi personaggi, a volte scomodi, è bene ricordarli fintanto che le loro idee non generino contrasto stridente con le nostre, anzi, con le vostre.
Roberto Cola

Un pensiero su “Aspettando la Pasqua

  1. Questa sera 7 gennaio 2013, ho letto tutte le lettere che Roberto negli anni passati a scritto a persone ed enti a difesa dei cani,commovente, non poteva essere diversamente,non le conoscevo, leggerle sul sito del rifugio oltre a commuovermi mi fa apprezzare sempre +Roberto, ma anche tutti voi ragazzi-e e un piccolo particolare a Daniela che al canile fa lavori oltre che organizzativi manuali tipici dell’uomo. Grazie a tutti voi.Giò

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...