Finalmente


Finalmente, dopo che  Leonardo l’aveva predetto  circa cinque secoli fa, dopo  tante richieste,  manifestazioni, raccolte di  firme, è arrivata la legge che  punisce anche penalmente  le violenze e l’abbandono di  qualunque tipo di animale;  dovrà ricevere il vaglio del Senato ma, a giudicare dai precedenti (e’ passata alla Camera con voto unanime, e questo la dice lunga specialmente in un periodo in cui i rapporti tra maggioranza ed opposizione non sono proprio idilliaci), dovrebbe trattarsi quasi di una formalità.

L’hanno voluta fortemente la Lega Anti Vivisezione, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, gli Animalisti Italiani ed altre associazioni impegnate su questo fronte; l’ha voluta fortemente il ministro Girolamo Sirchia, al quale va il nostro apprezzamento.

Esultano gli animalisti, sono ampiamente soddisfatti tutti quei cittadini che lottano ed auspicano una giustizia più giusta e soprattutto estesa ad ogni essere vivente. Ma a questo punto si impongono diverse considerazioni.

La legge era necessaria, indispensabile come tante altre, ma ci vorrà la collaborazione di tutti perché non venga disattesa. Fino a che i media non potranno informare di criminali colti sul fatto e di processi esemplari, i soliti ignoti continueranno ad abbandonare cani, gatti e non solo; continueranno ad organizzare combattimenti clandestini per lucrose scommesse, o più semplicemente non iscriveranno il cane all’anagrafe, continueranno a considerare gli animali come oggetti, a tenerli in condizioni pessime da ogni punto di vista, a ritenere un optional la visita dal veterinario, le vaccinazioni, i trattamenti antiparassitari.

Per evitare questo ognuno di noi deve sentirsi partecipe e responsabile del buon funzionamento della legge stessa; deve segnalare all’A.U.S.L. competente o alle forze dell’ordine maltrattamenti, inadempienze, abbandoni. Basta registrare un numero di targa per incastrare un “furbo”, il resto procede d’ufficio e la sezione che presiedo si dichiara disponibile per qualsiasi tipo di informazione e collaborazione (abbiamo già denunciato alla Stazione dei Carabinieri di Castelraimondo il proprietario di un’autovettura che ha scagliato dal finestrino un piccolo gatto senza nemmeno rallentare, aspettiamo soltanto altre segnalazioni per operare). In effetti chi compie questi gesti, al di là dell’intrinseca crudeltà, reca danno ad ognuno di noi, perché è poi l’intera comunità che deve provvedere dal punto di vista economico al mantenimento ed alle cure per gli animali abbandonati, impegnando cifre che, se tutti fossero responsabili e civili, potrebbero e dovrebbero essere spese diversamente; d’altro canto chi non denuncia si rende complice del reato che resterà impunito.

L’altra battaglia da combattere è quella contro l’intolleranza, su diversi fronti. Nei condominii, per strada, nei locali pubblici, sulle spiagge, nei mezzi di trasporto. Un animale può arrecare disturbo come tante altre cose, ancor più se il suo proprietario non si comporta correttamente; mentre però siamo armai abituati e rassegnati nei riguardi di violenze acustiche, da inquinamento, alimentari ben più gravi, diventiamo feroci nei riguardi di un cane che abbaia o che lascia i suoi bisogni per strada.

Non posso lasciare il cane in casa perché da solo abbaia, non posso prendere l’autobus perché non lo fanno salire, non posso fare la spesa o andare al ristorante perché non lo fanno entrare, non posso andare in vacanza perché non l’accettano, ma allora chi è alla fine il responsabile o comunque il complice di tanti abbandoni, senza per questo giustificare chi li compie?

Cominciamo a boicottare gli esercizi troppo intransigenti, chiediamo ganci o gabbiette fuori dei negozi, facciamo sapere ai condomini che i regolamenti che non tollerano animali possono essere dichiarati nulli, facciamo in modo che gli anziani soli non debbano separarsi dal loro più caro amico, e di nuovo per questo ringraziamo Sirchia che ne sta parlando ripetutamente, spieghiamo nelle scuole l’importanza degli animali ed il comportamento corretto nei loro riguardi, pretendiamo che i cacciatori registrino sulla patente i microchip dei loro cani pena la sospensione della battuta ed una multa sonora, chiediamo l’inserimento di cani e gatti nello stato di famiglia…

Difficile, complicato, troppo impegnativo? Niente di tutto questo, basta soltanto la volontà di iniziare, i frutti si vedranno presto ed ognuno, non ultimi gli animali, ne trarrà vantaggio e soddisfazione.

Roberto Cola

Presidente sezione Camerino L.N.D.C

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