La lupa di Morro


E’ una femmina anziana, imponente, estremamente serena, con uno sguardo così dolce e profondo che mi fa pensare, insieme, a quei grandi vecchi che non dicendo una parola sembrano conoscere tutto della vita, ed al lupo che incontrò Francesco d’Assisi. Sta lì da diversi anni, tutti la considerano il loro cane ma nessuno se ne prende realmente cura dandole un ricovero sicuro e, soprattutto, proteggendola dalla strada.

La natura fa il suo corso, come sempre, la lupa si accoppia e rimane incinta. E’ ormai forse troppo grossa, il latte sta cominciando a scendere: qualcuno già si prenota per affogare la cucciolata. Irene, una graziosissima e sensibile studentessa universitaria, mi avverte, c’è da far presto, i cuccioli non di razza non li vuole più quasi nessuno, e poi con i propositi che circolano non si può scherzare.

Prenoto l’intervento, e mercoledì mattina professionisti esperti e disponibili, nonostante il rischio, con tutte le precauzioni la sterilizzano, ovviamente provocando l’aborto. L’operazione riesce perfettamente e dopo un quarto d’ora la lupa è già sveglia, con lo stesso sguardo tranquillo che forse nasconde un amaro presentimento o consapevolezza; poco lontano, in un contenitore, il triste frutto della gravidanza interrotta.

Rimango nello studio veterinario, ho altre femmine da sterilizzare. Arriva una giovane coppia con una cocker bianca e nera ed un grande contenitore di plastica: all’interno sei splendidi cuccioli di circa trenta giorni, venuti per la seconda visita di controllo prima dell’attribuzione del pedigree e l’affidamento. D’istinto li accarezzo, li ammiro, chiedo di loro, poi subito dopo penso a ciò che sono venuto a fare, la tristezza mi assale insieme ad un nodo alla gola, nonostante sia convinto di aver agito per il male minore.

E’ l’eterno conflitto tra ricchi e poveri, tra potenti e diseredati, tra coloro che probabilmente avranno tutto dalla vita e coloro cui manca il diritto alla vita stessa. E’ soprattutto la necessaria conseguenza di tanta leggerezza ed irresponsabilità con cui la gente di oggi, così evoluta e tecnologicizzata, a volte continua a comportarsi.

La cosa più brutta è che debba essere gente come me, che vorrebbe vedere un cane in ogni giardino, a dover provvedere in maniera a volte così drastica pagando di persona, e non mi riferisco assolutamente al costo dell’intervento, soltanto alla sofferenza che, ogni volta e sempre maggiormente, certi fatti mi procurano.

Ora la lupa è con me per la convalescenza. Mi hanno già chiesto di riportarla a Morro: ho risposto che ci tornerà soltanto se avrò precise garanzie che le venga finalmente assicurata la vita tranquilla e decorosa, anche se da cane, che sicuramente merita.

Roberto Cola

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