Randagismo, come non comportarsi!

La proprietaria di un mio  cliente a quattro zampe mi  ha raccontato una storia  che ritengo valga la pena di  essere segnalata  all’opinione pubblica.

Pochi giorni fa un piccolo  cane, presumibilmente  abbandonato o smarrito,  riusciva ad introdursi nel  recinto dell’abitazione della signora in questione, residente a Fiuminata.

Del fatto veniva subito informato il sindaco, e poco dopo due dipendenti comunali si recavano a prelevare il cane. La signora, molto amante degli animali, si informava successivamente sulla sorte del cagnolino, e veniva a sapere che lo stesso era riuscito a fuggire durante il tragitto per imperizia o trascuratezza di coloro che lo avevano catturato, senza che gli stessi avessero potuto controllare l’eventuale presenza del microchip, perché non autorizzati alle catture né tanto meno in possesso dello strumento per la rilevazione.

Seriamente preoccupata per la triste vicenda del suo ospite occasionale, la stessa signora lo cercava per ben due giorni ritrovandolo infine, fortunatamente incolume, nel territorio del comune di Esanatoglia.

Mi sorgono spontanee due considerazioni, di carattere molto diverso.

La prima di encomio per la mia conoscente, che si è preoccupata di un cane non suo fino a dedicare molte ore alla ricerca; se tutti avessero stessa sensibilità e senso di responsabilità, gli animali sicuramente avrebbero una vita migliore e soprattutto più tranquilla.

La seconda di qualche perplessità sul comportamento un po’ anomalo dell’amministrazione comunale.

Mi permetto quindi di ricordare a tutti i cittadini, anche ai “primi cittadini” la prassi da seguire in casi del genere. All’arrivo della segnalazione, l’amministrazione non può sottrarsi all’obbligo di attivare, possibilmente via fax, il servizio accalappiamento dell’ASUR di competenza. Il servizio provvederà poi all’ispezione del cane per individuare eventuali segni di riconoscimento (tatuaggio o microchip). In caso negativo lo stesso servizio apporrà il microchip intestando l’animale al comune di provenienza e lo condurrà presso un rifugio convenzionato.

Mi rendo conto che la piaga dell’abbandono dei cani può pesare anche notevolmente sulle casse comunali, come il sistema fiscale od il rialzo dei prezzi possono penalizzare fortemente molte categorie di cittadini, ma questo non è motivo sufficiente per non fare comunque tutto perché anche la legge sul randagismo venga rispettata.

Stefano Stroppa
Medico veterinario libero professionista

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