Cani, vittime innocenti

ImmagineLo sport, di cui ci parlavano come della disciplina più nobile ed aggregante, cosa è diventato? Stipendi miliardari, scommesse truccate e clandestine, violenze negli stadi, ultras, cori razzisti,discriminazione selvaggia; e pulizia etnica, a parole nei confronti dei gay, nei fatti e sempre più spesso nei confronti dei cani. In Ucraina quindicimila randagi soppressi per lo svolgimento dei campionati europei di calcio, a Sochi un numero imprecisato per le olimpiadi invernali. Ma non è necessario andare così lontani: anche nei comuni limitrofi, fatte salve le eccezioni, questi animali sono visti di malocchio, considerati responsabili della sporcizia stradale e cittadina, causa prima dei dissesti di bilancio. Alcune amministrazioni si sono anche dotate di un servizio navetta, o meglio “apetta”, per dislocare questi poveri innocenti animali nel territorio di altri comuni e non dover quindi pagare per loro. Qual è realmente la colpa dei randagi? Soltanto quella di essere stati abbandonati da umani che si erano guardati bene dal fornire loro il microchip necessario all’identificazione. A volte adulti singoli, con un passato familiare alle spalle e tanti ricordi, a volte intere cucciolate, nei cassonetti dell’immondizia o in scatoloni di fortuna, per non aver sterilizzato la femmina, perché “costa troppo”. E allora si trasferisce la spesa alle casse comunali che dovranno provvedere al mantenimento di queste cucciolate: all’italiana, come al solito. Ma se alcuni privati con questo comportamento mostrano una grande disonestà, unita a somma insensibilità, i comuni cosa fanno per prevenire, limitare, evitare? Niente o quasi, a ventiquattro anni dall’entrata in vigore della legge 281 sul randagismo. Non si sono forniti di rifugi; non effettuano controlli a tappeto sui proprietari di cani, anche se tutti i comandi dei Vigili Urbani sono stati dotati di lettore per i microchip: più facile e forse più redditizio far capolino tra le siepi con un autovelox, almeno a breve termine (perché è da miopi non considerare il grande risparmio che ci sarebbe per gli stessi comuni se il randagismo fosse ridotto o debellato). Nessuna campagna per le sterilizzazioni agevolate, che eviterebbero cucciolate a raffica: da ottobre ad oggi ne abbiamo trovate e raccolte nove, per un totale di quarantasette cuccioli. Ventidue sono già stati affidati, gli altri sono al rifugio, ed in carico ai comuni per il mantenimento; la situazione si sta facendo insostenibile. Invece di lamentarvi sempre per questa tassa, sulla quale tra l’altro circolano voci discordanti e largamente in eccesso rispetto alla realtà, che ne direste sindaci di rimboccarvi le maniche, di collaborare con noi nei tanti progetti che vi abbiamo sottoposto e che mai avete recepito, neanche con una risposta scritta che ne provasse il ricevimento? Diminuire il randagismo è possibile con pochi investimenti mirati e un po’ di buona volontà, e tanta informazione, con volantini, manifesti murali, depliant esplicativi, incontri con la cittadinanza: noi lo stiamo facendo da tempo, ma le nostre risorse umane sono esigue, e la collaborazione che chiediamo ad amministrazioni ed istituti scolastici praticamente nulla. Senza di essa i nostri sforzi sono in parte vanificati, non riusciremo nemmeno a garantire una nuova casa ai cani presenti, e questo è ciò che ci addolora maggiormente. Sindaci, dirigenti scolastici, amministratori: siete stati tante volte inutilmente contattati per collaborare, non vi sembra il caso che finalmente siate voi a contattarci per studiare una strategia comune e ben più proficua?

 

Roberto Cola

L.N.D.C. sezione di Camerino e Matelica

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