DUE PAROLE SULLE COLONIE FELINE

colonie-felineScriviamo questa nota su richiesta di un’amante dei gatti che si trova ad affrontare l’ignoranza e la cattiveria che spesso caratterizzano la nostra “specie”.

Innanzitutto è bene per tutti sapere che esistono leggi e  normative che chiaramente tutelano le colonie feline.

Con la Legge 261/91 il legislatore ha ritenuto che: “i gatti, animali sociali che si muovono liberamente su un determinato territorio (radunandosi spesso in gruppi denominati “colonie feline”), pur vivendo in libertà, sono stanziali e frequentano abitualmente lo stesso luogo pubblico o privato, creandosi così un loro “habitat” ovvero quel territorio o porzione di esso, pubblico o privato, urbano e non, edificato e non, nel quale vivono stabilmente. Nessuna norma di legge, né statale né regionale, proibisce di alimentare gatti randagi nel loro habitat cioè nei luoghi pubblici e privati in cui trovano rifugio. Secondo detta normativa i gatti che stazionano e/o vengono alimentati nelle zone condominiali non possono essere allontanati o catturati per nessun motivo, a meno che non si tratti di interventi sanitari o di soccorso motivati .”

E’ quindi vietato maltrattare i gatti che vivono in libertà, allontanarli dal loro habitat o cagionare la loro morte, pena la reclusione da 4 mesi a 2 anni e multe che vanno da 5.000 a 30.000 € in base alla gravità del reato perpetrato contro questi animali.

Ai cittadini è consentito nutrire  e curare i gatti di una colonia nel rispetto delle regole igieniche (somministrazione di una giusta quantità di cibo e rimozione dei residui),  senza considerare che il gatto resta il principale antagonista di topi, ratti e rettili, a vantaggio del bioequilibrio. E in questa attività possono avvalersi della collaborazione del servizio veterinario che è tenuto a provvedere alla sterilizzazione dei gatti e alla loro gestione igienico sanitaria.

Detto ciò, pubblichiamo uno stralcio della mail di richiesta di aiuto che ci è giunta perchè esprime al meglio la preoccupazione e la passione con cui questa signora, e in generale tutti i cittadini che si prendono l’onere di gestire una colonia felina, dimostrano quotidianamente. E ci teniamo a sottolineare che senza il loro aiuto e il loro impegno, per senso civico ed amore nei confronti di questi stupendi animali, il problema dei gatti randagi nel nostro territorio sarebbe enorme dato che non esiste al momento una struttura idonea (gattile) ad accoglierli. Queste le sue parole:

“A Pioraco sono presenti tre colonie feline, una trova rifugio nella mia cantina, una nei pressi del Cimitero ed un’altra piccola colonia dietro la Sede Civica. Con la collaborazione dell’ASUR e dell’Amministrazione comunale, particolarmente sensibile nei confronti della difesa degli animali,  sono stati sterilizzati almeno venti gatti nel corso degli ultimi tempi e particolare attenzione viene messa nella  pulizia delle strade e dei luoghi pubblici.

Ciò nonostante è  in atto una campagna denigratoria nei confronti di questi poveri mici:  nessuno nota le cartacce e le lattine abbandonate da ragazzini maleducati, le cicche gettate da adulti incivili, ma se un povero gatto osa sporcare scatta immediatamente la grandine delle proteste. Ultimamente hanno messo in rete foto di una povera micia che mangiava crocchette (cibo secco che non sporca ne’  lascia tracce) dietro una colonna romana nell’atrio della sede civica, tra l’altro nascosta e scarsamente illuminata, facendone un caso e scatenando l’ira dei benpensanti.

Ignorano che a Roma, dove le vestigie romane sono di casa, i gatti non solo circolano liberamente nei fori, ma sono stati nominati cittadini romani a tutti gli effetti. Al Verano esiste una  colonia di circa 400 gatti custoditi da volontari e dall’amministrazione del cimitero.

L’arroganza di questi soggetti ignora i diritti degli animali,  le loro esigenze di vita che non devono soccombere di fronte al nostro egoismo ed ignoranza. La paura è che questo clima di intolleranza possa portare a gesti estremi contro questi poveri animali, compiuti magari da qualche individuo che si crede legittimato a procedere.”

Ribadiamo, nessuno è legittimato a procedere in alcun modo, anzi andrebbe contro la legge e rischierebbe quanto previsto dal codice penale, tante sono per fortuna le persone che riconoscono e rispettano i diritti degli animali e non sarebbero disposte a tollerare atteggiamenti e gesti che li mettano in discussione.

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